La Retinopatia Diabetica (RD) è oggi la più importante causa di cecità nei paesi occidentali. Dopo 20 anni di diabete, quasi tutti i pazienti presentano almeno qualche segno di retinopatia. Lacuità visiva può essere compromessa dalledema maculare o da episodi di emorragia vitreale. Gli stadi tardivi della RD si accompagnano alle più gravi complicanze della malattia, quali il distacco di retina secondario ed il glaucoma neovascolare, condizioni entrambe che possono portare alla perdita della vista. Langiografia a fluorescenza è la metodica più appropriata per lesatta valutazione della retinopatia diabetica e per le indicazioni al trattamento laser. Lo scopo della terapia laser fotocoagulativa è di indurre una involuzione dei neovasi e di prevenire unemorragia vitreale. Il trattamento laser focale ha anche aumentato la possibilità di migliorare lacuità visiva.
La Retinopatia Diabetica (RD) è una
patologia retinica che insorge come complicanza di una malattia sistemica: il
Diabete Mellito.
Il Diabete Mellito (DM) rappresenta uno dei principali problemi della
medicina. Consiste in unanomalia del metabolismo del glucosio nel
sangue, dovuto ad unalterata produzione o attività dellinsulina,
che si manifesta agli esami ematochimici con unelevata glicemia (valori
superiori a 140 mg/dl - v.n.: 80-120 mg/dl).
Il DM causa numerose complicanze sistemiche a lungo termine e dal momento che
le complicanze insorgono nella maggior parte dei casi quando gli individui
sono nelletà più produttiva, la malattia ha un enorme impatto
socio-economico. Il 10-15% della popolazione diabetica ha un diabete mellito
insulino-dipendente o Diabete di tipo I o Diabete Giovanile, generalmente
diagnosticato prima dei 40 anni. La maggior parte dei pazienti diabetici
presenta un diabete mellito non insulino-dipendente o Diabete di tipo II
diagnosticato generalmente dopo i 40 anni.
La retinopatia diabetica è una complicanza specifica sia del tipo I che del
tipo II di DM.
La durata del DM è un fattore di rischio significativo per lo sviluppo della
retinopatia. Dopo 20 anni di diabete, quasi tutti i pazienti con DM tipo I e
più del 60% dei pazienti con DM tipo II presentano almeno qualche segno di
retinopatia.
La prevalenza della retinopatia diabetica nella popolazione generale è
drammaticamente aumentata negli ultimi 40 anni: paradossalmente questo
fenomeno è avvenuto per le migliori cure a cui sono sottoposti i pazienti
diabetici, che permettono loro di vivere più a lungo.
Nello sviluppo delle lesioni della retinopatia diabetica i principali processi fisiopatologici sono a carico del microcircolo retinico con primitiva sofferenza ischemica del tessuto retinico e secondaria risposta abnorme del tessuto retinico stesso per sopperire al ridotto apporto di ossigeno e nutrienti. Gli stadi fisiopatologici della RD sono schematizzabili come segue:
La maggior parte dei diabetici sviluppa nel
tempo, almeno un certo grado di retinopatia diabetica non proliferante, con
unincidenza pari al 100% dopo 15 anni dallinizio della
malattia.
I vari tipi di lesioni retiniche identificano il grado di retinopatia
diabetica ed il rischio di un eventuale peggioramento e di perdita del visus.
Ne consegue che la capacità di determinare il grado di raggiungimento della
malattia permette al medico di valutare la prognosi e di affrontare un
adeguato follow-up.
I primi segni clinici della retinopatia diabetica sono i microaneurismi, che
sono ectasie sacculari dei capillari retinici. La rottura di microaneurismi,
la diffusione dai capillari e le anomalie microvascolari esitano in emorragie
intraretiniche ed in essudati intraretinici. Laspetto clinico delle
emorragie riflette larchittettura dello strato della retina dove
effondono (nello strato delle fibre nervose assumono laspetto a fiamma,
le emorragie più profonde nella retina assumono un aspetto
puntiforme).
Le alterazioni microvascolari intraretiniche (IRMA) sono rappresentate sia da
neovasi intraretinici sia da vasi preesistenti con proliferazione di cellule
endoteliali che formano shunt attraverso le aree di non perfusione. La
presenza di IRMA multipla sta a testimoniare uno stadio avanzato di
retinopatia non proliferante con prossima comparsa di neovascolarizzazione
sulla superficie della retina o sul disco ottico.
Le alterazioni del calibro venoso indicano uno stato di severa ipossia
retinica. Queste alterazioni possono essere rappresentate da dilatazione e
tortuosità venosa.
Quando le alterazioni del microcircolo sono talmente avanzate da scatenare la
produzione cellulare di fattori vasoproliferativi e la conseguente formazione
dei neovasi si arriva allo stadio di retinopatia diabetica
proliferante.
La retinopatia diabetica proliferante è caratterizzata dalla proliferazione di
neovasi che si formano intorno o sul disco ottico o in altre parti della
retina. Lattiva proliferazione di neovasi sulla superficie retinica è,
dunque, innescata dalla diminuizione di ossigeno da mancata perfusione
capilillare. Tali vasi sono molto fragili e possono sanguinare facilmente.
Ne consegue che durante questa fase è lemorragia endovitreale la
maggiore causa di perdita del visus. Nei casi gravi si può avere
proliferazione di neovasi sanguigni anche nel segmento anteriore
dellocchio, specialmente a livello delliride e dellangolo
camerulare, alterazioni che possono esitare in una forma di glaucoma
neovascolare, complicanza assai grave per la vista.
La tendenza della neovascolarizzazione retinica a divenire fibrotica e a
contrarsi nel tempo è alla base di gravi complicanze della retinopatia
diabetica proliferante. La trazione delle membrane retini-vitreali sulla
retina può indurre edema della macula e distacchi retinici secondari. La
trazione può anche provocare fori della retina e conseguenti distacchi
regmatogeni.
Quando la retinopatia si avvicina allo stadio ad alto rischio di retinopatia
proliferante è di importanza cruciale prendere in considerazione il
trattamento laser con fotocoagulazione panretinica.
Negli stadi iniziali la retinopatia diabetica
è di solito asintomatica. Al momento della diagnosi lacuità visiva può
essere nella norma. È assai importante che il medico curante inizi,
già in questo stadio, un accurato programma di educazione e di controlli
medici ed oculistici.
Se la malattia retinica peggiora, lacuità visiva può essere compromessa
dalledema maculare o da episodi di emorragia vitreale.
Queste complicanze possono menomare gravemente la vita sociale del paziente,
e richiedono un pronto intervento dell'oculista curante che dovrà provvedere
al miglior intervento per il paziente sia esso volto alla fotocoagulazione
laser, alla vitrectomia o a seguire levolvere della malattia se
associata ad un miglior controllo metabolico. Gli stadi tardivi della RD si
accompagnano alle più gravi complicanze della malattia, quali il distacco di
retina secondario ed il glaucoma neovascolare, condizioni entrambe che
possono portare alla perdita della vista.
La gravidanza potrebbe aggravare la retinopatia proliferante.
Linteressamento della macula in corso di diabete può essere presente qualunque sia il grado di retinopatia e provoca un significativo disturbo delle sue funzioni. Clinicamente si presenta con un ispessimento della macula entro due diametri papillari, spesso associato ad essudati duri a o entro 500mm dal centro della macula. Il trattamento laser focale delledema maculare diabetico consiste in un trattamento laser diretto fluorangiografia-guidato, in un trattamento laser a griglia o nella combinazione di entrambi.
Langiografia a fluorescenza è la metodica più appropriata per lesatta valutazione della retinopatia diabetica: nella fase precoce evidenzia le alterazioni del microcircolo (microaneurismi, dilatazione e occlusioni capillari); nella fase conclamata accerta la presenza di eventuali aree di edema intraretinico, di ischemia e neovascolarizzazione retino-vitreale, fornendo indicazioni indispensabili per il trattamento fotocoagulativo.
Qualsiasi sia il grado di retinopatia
diabetica, è importante che il diabete del paziente sia sotto controllo
ottimale. Vari studi dimostrano, infatti, come un miglioramento del controllo
glicemico impedisca la comparsa della retinopatia e se già presente, ne
rallenti la progressione.
I due metodi correntemente provati, con cui i pazienti possono positivamente
influenzare il decorso della malattia oculare sono il miglioramento del
controllo glicemico e sottoporsi rigorosamente durante tutta la vita a
controlli oculistici regolari e a trattamento laser-fotocoagulativo e/o
vitrectomia se necessario.
Lo scopo della terapia fotocoagulativa è di indurre una involuzione dei
neovasi e di prevenire unemorragia vitreale.
Secondo vari autorevoli studi (ETDRS), il rischio di passare entro 3 anni
dalledema maculare a una riduzione più o meno importante del visus è
del 30% se non si effettua un trattamento laser focale. Questo, infatti, ha
ridotto il rischio al 15%, cioè circa di un 50% nel totale.
Il trattamento laser focale ha anche aumentato la possibilità di migliorare
lacuità visiva. È bene che gli occhi con edema maculare e
retinopatia che si avvicini alla RD Proliferante ad alto rischio siano
trattati con una fotocoagulazione focale delledema maculare prima di
iniziare un trattamento panretinico. Lo stesso studio (ETDRS) ha dimostrato
che gli occhi sottoposti a trattamento focale non hanno subito effetti
deleteri sul campo visivo centrale o sulla visione dei colori, a differenza
degli occhi in cui il trattamento è stato rimandato.
Dal momento che il principale beneficio da raggiungere con il trattamento è
quello di prevenire un ulteriore peggioramento dellacuità visiva,
bisognerebbe prendere in considerazione un trattamento laser focale per tutti
gli occhi con edema maculare e questo anche in presenza di una normale acuità
visiva.
Un accurato follow-up dello stato della retina è assai importante per ridurre il rischio di perdita di visus a causa della retinopatia diabetica. La frequenza dei controlli viene stabilita in base al grado di retinopatia e dalla presenza di altre patologie quali patologie cardio-vascolari, il livello di colesterolo plasmatici etc..
Il principale scopo di tutti i medici deve essere quello di diagnosticare precocemente leventuale presenza di retinopatia diabetica al fine di far sottoporre il paziente ad accurati controlli periodici medici ed oculistici ed ai trattamenti opportuni.
First Published: Sun, 3 Mar 2002 10:00:00 GMT