La terapia fotodinamica è una tecnica laser
rivolta, in campo oftalmologico, alla cura di alcune forme di degenerazione
maculare.
La terapia fotodinamica prevede la somministrazione di un farmaco
fotosensibilizzante che viene attivato dallassorbimento di una luce di
una determinata lunghezza donda.
Linterazione che si realizza tra agente fotosensibilizzante e la luce
determina la produzione di radicali liberi dellossigeno che provocano
un danno cellulare e unocclusione selettiva dei vasi a livello del
tessuto bersaglio.
La terapia fotodinamica induce un danno selettivo poiché lagente
fotosensibilizzante si concentra preferenzialmente dai tessuti in attiva
replicazione rispetto ai tessuti normali adiacenti. Il danno termico del
tessuto sano adiacente a quello da trattare è ridotto grazie
allutilizzo di una luce a bassa intensità e ben localizzata.
La scelta della lunghezza donda utilizzata dipende dalle caratteristiche
fisico-chimiche dellagente fotosensibilizzante.
La terapia fotodinamica si presta bene
allapplicazione in campo oftalmologico date le proprietà ottiche
dellocchio e il facile accesso della luce radiante alle strutture
oculari interne attraverso il forame pupillare.
Lagente fotosensibilizzante attualmente utilizzato per la terapia
fotodinamica in campo oftalmologico è un derivato della benzoporfirina
(BPD-MA): la verteporfina. Il farmaco viene iniettato lentamente per
via endovenosa e dopo un adeguato tempo di attesa si procede
allirradiazione del tessuto retinico con un fascio luminoso a 690 nm.
La verteporfina è selettivamente captata dai capillari neoformati;
lattivazione luminosa del farmaco darà inizio ad una cascata di
processi sopramolecolari che avranno come fine locclusione dei
neovasi.
Il trattamento è indolore e viene eseguito in regime ambulatoriale. Non è
necessario essere a digiuno. La durata totale della terapia è di 30 minuti,
considerando il tempo di infusione del farmaco ed il tempo di attesa prima
dellirradiazione del tessuto retinico.
I pazienti sottoposti a PTD possono essere fotosensibili durante le 48 ore
successive al trattamento. Durante questo periodo il paziente deve evitare
lesposizione degli occhi e della cute alla luce solare ed alla luce
artificiale intensa (es. lampade abbronzanti, lampade alogene, ...). È
importante che il paziente utilizzi abiti protettivi ed occhiali scuri
qualora dovesse uscire nelle prime 48 ore successive al trattamento.
Le complicanze della PTD sono rare e tutte gestibili dallequipe medica
curante. Complicanze locali, dovute allo stravaso del farmaco sono il dolore
ed il gonfiore a livello del sito di iniezione. Complicanze generali sono:
dolore alla schiena che si presenta durante linfusione, nausea,
reazioni di fotosensibilità, astenia, prurito e in alcuni casi reazioni di
ipersensibilità. Complicanze a livello oculare possono essere annebbiamento
visivo e disturbi del campo visivo.
La terapia fotodinamica attualmente viene
eseguita in pazienti che presentano membrane neovascolari sottoretiniche
sottofoveali, in particolar modo nelle degenerazioni maculari legate alletà di
tipo essudativo e nella degenerazione maculare miopica.
Sebbene la maggior parte dei pazienti affetti da degenerazione maculare legata alletà
presenti la forma atrofica, non neovascolare (caratterizzata da drusen o
alterazioni dellEPR), la gran parte di quelli che subiscono una grave
perdita visiva da AMD avviene per lo sviluppo di una neovascolarizzazione
coroideale (CNV).
La patogenesi nellAMD delle membrane neovascolari è poco conosciuta. La
tunica di Ruysch (costituita da coriocapillare, membrana basale ed Epitelio
Pigmentato Retinico) rappresenta il tessuto primariamente coinvolto nella
genesi della neovascolarizzazione.
I sintomi clinici della membrana neovascolare variano dalla
metamorfopsia (visione deformata degli oggetti) ad uno scotoma
(macchia scura) centrale o paracentrale fino ad una aspecifica ed improvvisa
riduzione della visione centrale. In tutti i pazienti con questi sintomi si
dovrebbe sospettare una CNV ed accertarne la presenza con esami appropriati
come la fluorangiografia retinica.
La CNV può svilupparsi anche in molte altre patologie retiniche che
coinvolgono larea maculare: patologie eredo-degenerative,
infiammatorie, neoplastiche, idiopatiche.
Negli ultimi anni sono stati effettuati studi
clinici che hanno dimostrato lefficacia a lungo termine e la sicurezza
della terapia fotodinamica con verteporfina nel limitare la diminuizione di
acuità visiva in pazienti con neovascolarizzazione subfoveale coroideale
(CNV) dovuta a degenerazione maculare correlata alletà.
In questi studi sono stati inclusi pazienti con età superiore ai 50 anni,
presenza di CNV secondaria a degenerazione maculare senile, presenza di
componente classica (definita come area ben delineata al
fluorangiogramma) della lesione, zona di CNV classica e occulta =50% della
superficie totale della lesione, ed unacuità visiva compresa fra i 5/10
e 1/10.
Si è evidenziato che, dopo 12 mesi dalla terapia (Photodynamic therapy of
subfoveal choroidal neovascularization in age-related macular degeneration
with verteporfin: one-year results of 2 randomized clinical trials--TAP
report. Treatment of age-related macular degeneration with photodynamic
therapy (TAP) Study Group: Arch Ophthalmology 1999; 117(10): 1329-1345)
lutilizzo di verteporfina con la terapia fotodinamica determinava
risultati migliori rispetto al gruppo placebo. Il sottogruppo di pazienti
affetti da CNV prevalentemente classiche era quello che presentava un maggior
beneficio dal trattamento. Tali risultati sono stati confermati
dallosservazione effettuata a 24 mesi dal trattamento (Blinder KJ,
Bradley S, Bressler NM et al.. Treatment of Age-related Macular Degeneration
with Photodynamic Therapy study group; Verteporfin in Photodynamic Therapy
study group. Am J Ophthalmol 2001; 131: 541-560 e Barbazetto I, Burdan A,
Bressler NM et al. Treatment of Age-Related Macular Degeneration with
Photodynamic Therapy Study Group; Verteporfin in Photodynamic Therapy Study
Group. Photodynamic therapy of subfoveal choroidal neovascularization with
verteporfin: fluorescein angiographic guidelines for evaluation and
treatment--TAP and VIP report No. 2. Arch Ophthalmol 2003; 121(9):
1253-68.).
La miopia degenerativa è la causa più
frequente di CNV nella popolazione con età inferiore ai 60 anni.
La neovascolarizzazione sottoretinica si verifica nel 5-10% dei miopi ed è più
comune nelle miopie superiori alle 6 diottrie.
È stato effettuato uno studio multicentrico randomizzato in doppio
cieco, controllato con placebo in pazienti affetti da neovascolarizzazione
coroideale subfoveale causata da miopia patologica (Blinder KJ, Blumenkranz
MS, Bressler NM et al. Verteporfin therapy of subfoveal choroidal
neovascularization in pathologic myopia: 2-year results of a randomized
clinical trial--VIP report no. 3. Ophthalmology 2003; 110(4): 667-73). Dopo
un anno di trattamento è stata condotta unanalisi sulla sicurezza ed
efficacia della terapia fotodinamica in questi pazienti.
La percentuale di pazienti che non avevano subito un peggioramento della
patologia era pari al 72% fra quelli trattati con PTD, rispetto al 44% dei
pazienti facenti parte del sottogruppo placebo.
First Published: Fri, 13 Feb 2004 10:00:00 GMT