La chirurgia corneale refrattiva è
volta a modificare la situazione ottica del bulbo oculare rimodellando il
profilo del tessuto corneale. La cornea è il tessuto trasparente che
costituisce la parte anteriore della tunica esterna del bulbo oculare; essa
si continua indistintamente, alla sua periferia, con la sclera, la
porzione bianca della superficie oculare esterna.
La cornea è costituita essenzialmente da tre
strati sovrapposti (figura): lepitelio, lo strato più superficiale,
quello a contatto con il film lacrimale; lo stroma, lo strato di maggior
spessore, quello su cui agisce il laser ad eccimeri; lendotelio.
Il laser ad eccimeri agisce sulle zone centrale e paracentrale della
superficie corneale, appiattendone il profilo e modificandone il potere
diottrico a tal punto da far convergere i raggi luminosi sulla retina,
senza più lausilio di lenti ottiche aggiuntive.
La chirurgia corneale refrattiva ha i
suoi natali in Europa nel secolo scorso, quando H. Schiotz praticò delle
incisioni sulla cornea per correggere lastigmatismo.
Solo alla metà del secolo appena trascorso, tuttavia, le tecniche di
chirurgia refrattiva iniziano ad essere considerate veri e propri mezzi di
correzione dei vizi refrattivi.
Fù il dr. Fyodorov a riprendere e modificare, agli inizi degli anni
70, la tecnica di incisioni radiali sulla superficie corneale già
ideata dal giapponese T. Sato.
Fyodorov definì la cheratotomia radiale, tecnica ancora oggi in uso
anche se al tramonto.
Lutilizzo del laser ad eccimeri per la chirurgia corneale è stata
proposta nel 1983 da SL. Trokel, R. Srinivasan e B. Braren. Fù lo stesso
Trokel che, nel 1987, insieme ad un altro gruppo di collaboratori, definì la
teoria della cheratectomia fotorefrattiva (PRK). Bisogna attendere solo un
anno perché tale tecnica sia applicata sulluomo ad opera di un altro
statunitense, la dr.ssa M. McDonald.
Dal 1990 la chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri è entrata nella
pratica clinica.
Sono difetti della vista che non
consentono la visione distinta delle immagini del mondo circostante. Vi sono
diversi vizi di refrazione: la miopia, lipermetropia,
lastigmatismo e la presbiopia. La causa dei vizi refrattivi risiede in
imperfezioni anatomiche del bulbo oculare o, come avviene nella presbiopia,
in una riduzione della funzione di un tessuto dellocchio: il
cristallino.
Lo sfuocamento delle immagini dipende dal fatto che i raggi luminosi che
attraversano le lenti proprie dellocchio (cornea,
cristallino) non sono proiettati sulla retina.
La miopia è il vizio refrattivo più frequente e comporta una
visione sfuocata per lontano. Locchio miope è più lungo della norma ed
i raggi luminosi cadono al davanti della retina.
Nellipermetrope, in cui locchio è più corto della
norma, la visione può mantenersi nitida fino ad un certo limite grazie
allaccomodazione del cristallino. Gli ipermetropi elevati, però,
vedranno male per lontano e peggio per vicino.
Lastigmatismo è una condizione in cui il fuoco dei raggi
che attraversano le lenti dellocchio, a causa di una particolare
conformazione del bulbo oculare, invece di proiettarsi su un unico punto si
proiettano su due piani differenti.
La presbiopia è il difetto che obbliga tante persone
detà superiore ai 45 anni ad indossare un paio di occhiali per poter
leggere. Locchio, con il trascorrere delletà, non è più in grado
di mettere a fuoco le immagini per vicino per la riduzione dellattività
accomodativa del cristallino.
I motivi che possono indurre il miope,
lipermetrope o lastigmatico a richiedere la correzione chirurgica
del difetto sono molteplici.
Tra le motivazioni cliniche (proponibili dalloculista curante) vi
è lanisometropia, una condizione in cui i due occhi presentano una
differenza marcata del difetto di refrazione che non può essere corretta
adeguatamente con gli occhiali.
Più numerose sono le motivazioni individuali: di ordine
professionale o psicologico; tra i candidati alla chirurgia refrattiva
cè chi ha il solo, semplice desiderio di avere una miglior visione
senza occhiali per godere le più normali situazioni della vita quotidiana,
come guardare la sveglia al mattino senza dover cercare le amate-odiate
lenti, o smettere lobbligo di guida con uso di lenti.
Come per ogni altro intervento medico-chirurgico il paziente che vuole
sottoporsi al trattamento di chirurgia corneale fotorefrattiva deve
rispondere ad alcuni requisiti.
Il difetto di refrazione deve essere stabile da almeno un anno e poiché
è esperienza comune delloculista osservare una modificazione del
difetto fino ai 21 anni, attendere almeno questa età.
Lo spessore corneale della zona ottica deve essere superiore a 450 µm
(valori normali medi 500 µm).
Il paziente deve essere esente da qualsiasi patologia oculare acuta o
cronica: come cheratocono, glaucoma, degenerazioni maculari; non deve essere
affetto da patologie sistemiche a patogenesi immunitaria.
Lapplicazione del laser ad eccimeri può avvenire mediante differenti tecniche: PRK, LASIK, LASEK e PTK.
La prima, la più anziana, si basa sullablazione dello stroma anteriore dopo rimozione dellepitelio corneale, strato che si rigenera nei primi giorni del decorso post-operatorio. Lintervento dura qualche minuto, compresa la preparazione del paziente, ossia lanestesia della superficie corneale mediante gocce di collirio e la disepitelizzazione corneale. Al termine dellintervento, di solito, viene posta sulla superficie corneale una lente a contatto terapeutica, con il duplice scopo di favorire la rigenerazione epiteliale e ridurre la sintomatologia dolorosa dei primi giorni. La lente verrà rimossa dopo tre-cinque giorni.
Nella LASIK (laser cheratomileusi in situ) il laser agisce su uno strato di stroma più profondo, dopo che il chirurgo ha creato, mediante luso di una lama meccanica, una lamella di tessuto superficiale che viene ribaltata su se stessa per consentire lesposizione del tessuto in profondità. Al termine del trattamento la lamella verrà riposizionata e potrà aderire perfettamente al tessuto sottostante in un breve periodo di tempo. Anche la LASIK richiede una anestesia topica ma ha una durata lievemente superiore alla PRK.
La LASEK è simile alla PRK, la differenza è nella modalità di disepitelizzazione. Nella LASEK viene creato un lembo epiteliale mediante lapplicazione di una soluzione di alcool. Una volta eseguita lablazione laser sullo stroma anteriore il lembo viene ridisteso sul tessuto corneale e protetto con una lente a contatto terapeutica.
La PTK o cheratectomia fototerapeutica è una tecnica che viene utilizzata per asportare tessuto corneale alterato nelle sue caratteristiche di trasparenza e regolarità. Può essere utilizzata dopo chirurgia fotorefrattiva (smoothing) per migliorarne i risultati o come mezzo terapeutico per alcuna patologie corneali (ad es. le erosioni corneali recidivanti).
Il dr. Serrao ed il dr. Lombardo hanno standardizzato la tecnica di smoothing utilizzando un sistema laser ad eccimeri con spot di piccolo diametro. La sperimentazione ed i risultati clinici sono stati pubblicati su riviste scientifiche internazionali.
Dopo ciascuno di questi interventi, il paziente dovrà sottoporsi ad una terapia topica con colliri per un periodo totale che di solito non si prolunga oltre il mese e mezzo dallatto operatorio.
Scopo del trattamento è di consentire
al paziente una visione migliore senza lausilio di protesi ottiche,
riducendo sensibilmente o eliminando il difetto refrattivo oculare.
Lintervento non elimina le complicanze che tendono ad associarsi
alle ametropie (ad es. nella miopia: le degenerazioni retiniche
centrali e periferiche, il distacco di retina).
I risultati migliori e più sicuri in termini di prevedibilità si
ottengono per miopie da -1 a -6.5 diottrie; buoni risultati si
ottengono fino a -10 diottrie ma con una loro minore prevedibilità.
Le varie tecniche sono sovrapponibili come risultati a distanza di tempo
(oltre i 6 mesi dallintervento) nelle miopie fino a -10
diottrie.
Questa chirurgia non è indicata per difetti superiori alle 12 diottrie
miopiche.
Buoni risultati si ottengono anche per le ipermetropie e gli
astigmatismi inferiori alle 3-4 diottrie.
Le complicanze del trattamento sono nella maggior parte dei casi di
lieve entità e, comunque, quasi tutte gestibili con successo dallo stesso
oculista.
Le infezioni della superficie corneale ablata sono estremamente rare
(stimate <1/10.000) e segnalate quasi esclusivamente in pazienti affetti
da patologie a carattere immunitario.
Lhaze è una opacità centrale della cornea, conseguente ad
una anomala cicatrizzazione del tessuto corneale, che in qualche caso può
determinare una riduzione del miglior visus corretto pre-operatorio del
paziente; nella maggior parte dei casi, però, è asintomatico o riduce
lievemente la qualità della visione. Bisogna sottolineare che è una
complicanza più frequente nelle miopie elevate (>6 diottrie).
La regressione della correzione ottenuta è rara per le miopie
medio-basse (<6 diottrie), può richiedere, invece, un re-intervento quando
il difetto di vista residuo comporti una scarsa autonomia senza correzione
ottica (!)
Il decentramento del trattamento è oggi, grazie ai nuovi
apparecchi laser, una complicanza rarissima.
Complicanze più frequenti, anche se spesso transitorie, sono
labbagliamento e la visione di aloni intorno alle luci in
condizioni di scarsa illuminazione.
È utile ricordare al paziente che il recupero visivo dopo PRK o
soprattutto LASEK sarà graduale, per cui nelle prime settimane egli non potrà
godere a pieno delleffetivo risultato del trattamento
laser-refrattivo.
Tra i motivi che riducono molte persone
a non trarre beneficio dalla chirurgia refrattiva laser il principale è il
timore di subire danni permanenti agli occhi.
Una miglior conoscenza delle possibilità e dei limiti delle procedure, a
nostro avviso, non può che sgominare questi infondati timori.
Invitiamo, dunque, tutti coloro che presentano dubbi intorno alle
tecniche di chirurgia refrattiva laser a porre domande agli specialisti
oftalmologi.
Qui di seguito riportiamo alcune domande che più di frequente vengono
poste dai pazienti che hanno deciso di sottoporsi al trattamento.
Per formulare le proprie domande riguardo alle tecniche di chirurgia
refrattiva laser invia una eMail al dr. Lombardo od al dr. Serrao
utilizzando come oggetto (subject): "Laser ad Eccimeri - FAQ" e come corpo
(body) la domanda che si intende fare, oppure fai click sul seguente
collegamento: Laser ad eccimeri - FAQ
scrivendoci la tua domanda. Ti verrà risposto non appena possibile. Le
domande di maggiore interesse verranno pubblicate in questa stessa
pagina.
È possibile che
lintervento non funzioni?
Nella grande maggioranza dei casi si riesce ad eliminare luso di
occhiali o lenti a contatto per le normali attività quotidiane. In qualche
caso può residuare un difetto che può essere nuovamente trattato con il
laser.
Generalmente i risultati più attendibili, in termini di prevedibilità e
accuratezza, si hanno per miopie fino a 8 diottrie e astigmatismi fino a 2
diottrie.
Qual è la migliore correzione che
posso aspettarmi?
La migliore visione possibile con gli occhiali o con lenti a contatto è
possibile anche con la chirurgia refrattiva laser. Lintervento, di per
sé, non potrà migliorare un visus deficitario per cause anteriori
allintervento (es. ambliopia).
Vedrò 10/10 senza dover
indossare gli occhiali o le lenti a contatto?
Ogni intervento chirurgico ed ogni paziente sono casi unici.
Il risultato finale è profondamente correlato allentità
del difetto refrattivo e ad altri fattori (come ad esempio il tipo di
cicatrizzazione della cornea).
Ad oggi, considerando difetti miopici da –2Da –12D, ad un anno di
distanza dallintervento più della metà dei pazienti vede 10/10 e quasi
tutti vedono almeno 5/10 senza lausilio di lenti.
Ricordiamo che lacuità visiva binoculare minima per il rilascio o
il rinnovo della patente di guida di veicoli di categoria A o B è di
5/10.
Lintervento è
doloroso?
Lintervento è eseguito in anestesia locale, con gocce di collirio,
annullando qualsiasi sensazione della superficie corneale. Per le prime 24-48
ore dopo la PRK e la LASEK può essere avvertita una sensazione di corpo
estraneo nellocchio fino a, in pazienti più suscettibili, franco
dolore. La terapia topica postoperatoria ha piena efficacia nel ridurre o
eliminare questi minimi disturbi.
Qual è il tempo di
recupero?
In generale dipende dal tipo di lavoro svolto. Ad esempio, per lavori
che richiedono di una buona acuità visiva è necessario un periodo più lungo
per tornare ad essere pienamente efficienti (7-20 gg.).
La maggior parte dei pazienti torna al proprio lavoro dopo uno-tre
giorni dallintervento.
Quali sono le complicanze ed i
possibili effetti collaterali?
Gli effetti indesiderati del trattamento dovranno essere discussi nel
dettaglio con il proprio oculista. Come per ogni altro intervento chirurgico
non è garantito il successo al 100%.
In generale quattro sono le possibili ed importanti complicanze: un
infezione oculare, lipo o lipercorrezione, lhaze di grado
elevato (è una opacità della cornea), la riduzione del proprio miglior visus
corretto pre-operatorio.
Per formulare le proprie domande riguardo alle tecniche di chirurgia
refrattiva laser invia una eMail al dr. Lombardo od al dr. Serrao
utilizzando come oggetto (subject): "Laser ad Eccimeri - FAQ" e come corpo
(body) la domanda che si intende fare, oppure fai click sul seguente
collegamento: Laser ad Eccimeri - FAQ
scrivendoci la tua domanda. Ti verrà risposto non appena possibile. Le
domande migliori verranno pubblicate su questa stessa pagina. Maggiori
informazioni sulle modalità per contattarci sono disponibili nella pagina: Contattaci.
First Published: Fri, 13 Jul 2000 10:00:00 GMT