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Il Glaucoma

Il Glaucoma (G.) è una sindrome oculare caratterizzata dalla perdita della funzione visiva e dalla degenerazione del nervo ottico associati ad una elevata pressione intraoculare.
Il G. si presenta più frequentemente nella popolazione adulta-senile e rappresenta un’importante causa di invalidità visiva nel mondo occidentale.
Si distinguono varie forme di G., in rapporto all’età di presentazione della malattia, alle modalità di insorgenza, alle cause individuabili. Il G. ad angolo aperto è la presentazione in assoluto più frequente. Si aggiungono a questo il G. ad angolo chiuso, il G. malformativo infantile o giovanile, il G. secondario.
In questa sede faremo riferimento al solo G. ad angolo aperto.

Pressione Oculare

La consistenza del globo oculare (tono oculare) è assicurata dall’idrodinamica dell’umore acqueo.
L’umore acqueo è un liquido trasparente, continuamente prodotto dai corpi ciliari che scorre tra la camera posteriore e la camera anteriore del bulbo oculare, venendo in ultimo filtrato attraverso l’angolo camerulare.
La perdita dell’equilibrio tra produzione e filtrazione dell’umore acqueo è responsabile della ipertensione oculare.
La pressione oculare normale è una descrizione statistica delle misurazioni nella popolazione; valori normali sono 16 ± 4 mmHg (dal Framingham Eye Study). La pressione oculare aumenta di circa 1 mmHg per ogni decade dopo i 40 anni di età.
Valori tonometrici superiori a 22 mmHg devono essere attentamente valutati.

Fattori di Rischio

Fattore di rischio di primissima importanza nella genesi del G. è la presenza di ipertensione endo-oculare, e il grado di rischio aumenta con l’aumentare del valore numerico della pressione oculare (dal Baltimore Eye Survey).
Altro fattore di rischio è, senza dubbio, quello genetico. La prevalenza di G. fra i consanguinei di pazienti glaucomatosi è maggiore che non in una popolazione non selezionata.
Un elemento cui molti Autori attribuiscono notevole importanza è costituito dalla presenza di malattie vascolari o, più in generale, da disturbi vascolari capaci di rendere più precaria l’irrorazione dei tessuti oculari e della testa del nervo ottico (es. il diabete, la trombosi venosa retinica).
Altro fattore di rischio è rappresentato dalle terapie cortisoniche prolungate locali (in collirio).
Vogliamo, in ultimo, dare un breve cenno al G. a tensione normale: un aspetto clinico della sindrome glaucomatosa non associato a pressione intraoculare elevata ed a genesi poco nota. Gli studi epidemiologici presentati, peraltro, risultano essere discordanti tra loro. Dati comuni sono l’età d’insorgenza, in media più elevata di 10 anni rispetto al G. ad angolo aperto, l’assenza di caratteristiche cliniche particolari che differenzino le 2 forme di G., e l’intervento terapeutico ipotonizzante con effetto benefico sulla progressione del danno anatomico e funzionale (dal Collaborative Normal-Tension Glaucoma Study Group).

Sintomi

Una vera e propria sintomatologia è “assente” nella maggior parte dei casi. L’evoluzione della malattia è subdola, insidiosa.
Il danno progressivo delle fibre del nervo ottico ha come conseguenza una graduale amputazione del campo visivo (il campo visivo è lo spazio che ogni occhio può abbracciare con uno sguardo) con una notevole riduzione della propria autonomia fino all’atrofia ottica con perdita della funzione visiva.

Diagnosi

Il rilevamento, in più sedute di controllo, di una pressione oculare elevata mediante la tonometria ad applanazione è indiscutibilmente il test diagnostico più accurato nella diagnosi.
I dati tonometrici sono altresì utili nel follow-up della malattia.
La valutazione dello stato funzionale visivo richiede l’esame del campo visivo mediante la perimetria automatica computerizzata. Molti perimetri consentono un’analisi statistica dei difetti di sensibilità del campo visivo, dimostrandosi appieno il metodo più affidabile per giudicare l’evoluzione della malattia glaucomatosa.
Lo studio obiettivo del fondo oculare e del disco ottico ed il confronto di foto a colori del Fundus Oculi sono un ottimo strumento per valutare nel tempo la progressione dei danni anatomici alle strutture oculari.

Terapia

Il solo fattore su cui ancora oggi si può intervenire farmacologicamente e/o chirurgicamente è la pressione intraoculare.
Gli ultimi anni hanno visto uno sviluppo enorme della ricerca farmacologica in questo campo.
Sarà compito dell’oculista gestire la terapia in rapporto al paziente ed all’evoluzione della malattia.
Il G. è una patologia cronica e come tale richiede una terapia farmacologica prolungata nel tempo.
La chirurgia subentra laddove la terapia farmacologica sia insufficiente a controllare la pressione intraoculare o la progressione del danno anatomo-funzionale del sistema visivo.
La trabeculoplastica laser è indicata nel G. ad angolo aperto, in pazienti di età senile.
L’iridoclasia laser è indicata nei G. ad angolo stretto.
La chirurgia ha visto negli ultimi anni un fiorire di nuove tecniche o di varianti “meno invasive” rispetto alla trabeculectomia.